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	<title>Comunicazione aziendale - Monica Genovese </title>
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	<description>La scrittura è la mia passione</description>
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	<title>Comunicazione aziendale - Monica Genovese </title>
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		<title>IA, l’intelligenza artificiale apprende dal cervello  </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 13:44:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[calcolo quantistico]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[spazio 1999]]></category>
		<category><![CDATA[star trek]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos'è l'IA? L'intelligenza artificiale fa parte del vivere quotidiano e, nel prossimo futuro, diventerà indispensabile per numerosi ulteriori  aspetti della vita. Scopri quali.  ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nota come IA, l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana odierna, visti i suoi molteplici usi che spaziano dall’interpretazione del linguaggio da parte di sofisticati computer, al riconoscimento di immagini, fino alla diagnostica medica. Ora un team di fisici dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), del Politecnico di Milano e dell’Università di Vienna, ha realizzato un particolare componente elettronico, il <a href="https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/11049/un-neurone-artificiale-quantistico-grazie-ai-fotoni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quantum memristor</a><em>, </em>già teorizzato a fine anni Settanta dall’Università della California, Berkeley.</p>



<p>Secondo i ricercatori potrebbe combinare l’IA e il calcolo quantistico, aprendo le porte a nuove potenzialità e applicazioni senza precedenti.</p>



<p>La meccanica quantistica attiene al comportamento della materia nel mondo microscopico dove “convivono” miliardi di piccolissime particelle.</p>



<p>Cos’è il calcolo quantistico? In maniera molto semplificata, si tratta di un’elaborazione di calcolo che sfrutta, sia la fisica, che la meccanica quantistica (studio delle particelle subatomiche) per realizzare calcoli estremamente complessi in modo molto veloce. Complessità e rapidità sono concetti che, in tali ambiti, attengono a performance così sofisticate da essere quasi inimmaginabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona l'IA?</h2>



<p>Come funziona l’IA? Gli <a href="https://www.monicagenovese.com/cose-il-machine-learning-di-facebook-come-funziona/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">algoritmi</a>, ovvero i sistemi di calcolo, che regolano l’intelligenza artificiale si basano su modelli matematici definiti reti neurali, simili alla struttura organica del cervello umano. In pratica, i neuroni (cellule nervose) nel cervello, nodi interconnessi che comunicano tra loro, apprendono riadattando le loro connessioni neuronali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="745" src="https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-1024x745.jpg" alt="intelligenza artificiale" class="wp-image-3454" srcset="https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-1024x745.jpg 1024w, https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-300x218.jpg 300w, https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-768x559.jpg 768w, https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-1536x1117.jpg 1536w, https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-2048x1489.jpg 2048w, https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In sostanza, imparano in base all’esperienza e di adattano ad essa per evolversi. Nell’IA, invece le reti neurali artificiali vengono stimolate su un insieme di dati noti che modificano la struttura interna al fine di consentirle lo svolgimento di compiti “umani”.</p>



<p>In un certo senso, è come antropomorfizzare l’intelligenza artificiale. Il sistema dell’IA è sempre più smile al funzionamento del cervello umano.</p>



<p>In Polonia, ad esempio, l’IA è stata già introdotta nella pubblica amministrazione, nel processo decisionale automatizzato degli <a href="https://mojepanstwo-public.s3.eu-central-1.amazonaws.com/publications/xBoIzYDCYlWSevspADEnF4DFMhi6mY3yBN4wCOoq.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">appalti pubblici</a> al fine di rendere esecutivi, rapidi e autonomi determinati compiti da parte delle autorità statali.</p>



<p>Per compiti umani, oltre a quelli già citati, si intende anche il riconoscimento di un volto, l’interpretazione di immagini mediche, la guida di un veicolo. Per fare tutto questo, la ricerca, sia a livello accademico, sia industriale, è diretta nella medesima direzione, quella di ottenere dispositivi capaci di realizzare operazioni matematiche articolate, rapide e necessarie per il funzionamento di queste reti neurali.</p>



<p>Cosa succede ora con il quantum memristor? È un componente che varia la sua resistenza elettrica a seconda della memoria della corrente che lo attraversa, quindi si comporta in maniera diversa a stimoli elettrici diversi. Tutto ciò, secondo gli scienziati, somiglia molto al funzionamento delle sinapsi neurali (giunzioni tra neuroni nel cervello). Funziona come il cervello che reagisce in un determinato modo quando soggetto a stimoli specifici, ragion per cui il memristor può contribuire alla costruzione di architetture neuromorfe (tecnologie che emulano comportamenti naturali, ad es. protesi e parti impiantabili nel sistema nervoso) basate sul modello del cervello umano. Questo significa che, in un certo senso l’IA è sempre più simile agli umani, ma con un potenziale computistico decisamente più elevato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">IA e fotoni, particelle di luce</h3>



<p>A tutto questo, si aggiunge una ulteriore scoperta perché i ricercatori, guidati da Roberto Osellame, dirigente di ricerca del Cnr, insieme a Philip Walther, docente dell’Università di Vienna, in collaborazione con Andrea Crespi, professore associato del Politecnico di Milano, hanno dimostrato la possibilità di modificare un dispositivo ottico, dal punto di vista ingegneristico, per renderlo funzionalmente simile al memristor. In che modo? Il memristor interviene su stati quantistici della luce, su aspetti infinitesimali, li codifica e li trasforma in informazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1000" height="667" src="https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-IA.jpg" alt="robotica intelligenza artificiale" class="wp-image-3456" srcset="https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-IA.jpg 1000w, https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-IA-300x200.jpg 300w, https://www.monicagenovese.com/wp-content/uploads/2022/11/Intelligenza-artificiale-IA-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Per superare alcune problematiche relative al funzionamento del memristor sono stati impiegati singoli fotoni (il fotone è una particella di luce) propagati in più percorsi. Questi fotoni si “spostano” in diverse direzioni per essere condotti nei circuiti ottici, monitorati e misurati. È proprio osservando il loro “cammino” in tali circuiti e misurando il loro flusso in uno dei percorsi che si può adattare e riconfigurare la trasmissione del dispositivo su un’altra uscita, ottenendo una funzionalità equivalente a quella del memristor.</p>



<p>In sostanza il memristor può fungere da collegamento tra l’intelligenza artificiale e la computazione quantistica per creare, nel prossimo futuro, l’intelligenza artificiale quantistica le cui ricadute comprendono molti settori, salute, aerospazio, sicurezza, riconoscimento immagini con possibilità di processare una quantità enorme di dati, oggi inimmaginabile, in un tempo di apprendimento molto rapido.</p>



<p>Tempo e potenza computazionale sono il futuro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’IA tra letteratura e cinematografia</h3>



<p>L’IA, così come la tecnologia avanzata, trova ampio spazio, sia nella letteratura che nella cinematografia dove, spesso si teorizzano scenari futuribili che, nel tempo, diventano realtà.</p>



<p>Si pensi al Nautilus del capitano Nemo, il sottomarino teorizzato dallo scrittore francese Jules Verne nella seconda metà dell’Ottocento o alla robotica di Isac Asimov che quasi a metà Novecento ha inventato le <a href="https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/robot-in-casa-allarme-rosso-per-gli-umani" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tre leggi sulla robotica</a>:</p>



<ul>
<li>Un robot non può recare danno agli esseri umani, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, gli esseri umani ricevano danno.</li>



<li>Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, tranne nel caso che tali ordini contrastino con la prima legge.</li>



<li>Un robot deve salvaguardare la propria esistenza, purché ciò non contrasti con la prima e la seconda legge.</li>
</ul>



<p>Leggi che, in qualche maniera anticipano l’attuale necessità di regolare, in modo trasparente, l’uso e il senso dell’IA nella vita umana in modo da contestualizzarla e organizzarla onde evitarne impieghi indiscriminati. Aspetto, questo di cui si occupa l’<a href="https://ainowinstitute.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ainow Institute</a> della Tandon School of Engineering della New York University, per garantire che i sistemi di IA siano responsabili verso le comunità umane e rispettino i contesti in cui sono usati.</p>



<p>Spazio 1999, serie britannica, negli anni Settanta propone le vicende di un gruppo di coloni umani sulla Luna a bordo di una stazione computerizzata dove ogni aspetto della vita è automatizzato. Per arrivare più vicini ai giorni nostri, Star Trek, film e serie tv sci-fi, narra l’IA ad alti livelli supponendo evoluzioni fantascientifiche molto creative, come l’esistenza dell’androide senziente Data, riconosciuto poi come nuova specie aliena.</p>



<p>E chi non ricorda i famosi droidi della saga stellare Star Wars?</p>
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		<title>Seo 2023: trend di posizionamento appetibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 13:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[fattori di ranking]]></category>
		<category><![CDATA[local seo]]></category>
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		<category><![CDATA[user experience]]></category>
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					<description><![CDATA[Le nuove tendenze del 2023 per il mondo della Seo. Quali fattori considerare? Come indicizzare al meglio il proprio sito e in che modo farsi trovare dagli utenti e da Google.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Seo, search engine optimization, sogno o incubo di tutta la filiera di professionisti della Rete che ruota attorno ad un sito web. Sogno quando i motori di ricerca premiano il sito con un posizionamento alto decretandone il successo. Incubo nel caso contrario, ovvero quando - ahimè - finisce nei polverosi scantinati di internet.</p>



<p>L’evoluzione costante, rapida, del web rende necessario un altrettanto rapido e costante aggiornamento del proprio sito rispetto ai trend Seo, attuali e prevedibili nell’immediato futuro.</p>



<p>Quali sono i fattori <a href="https://www.luisafassino.com/cos-e-la-seo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Seo</a> più popolari? In che modo <a href="https://www.seogarden.net/posizionamento-organico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">influenzano il posizionamento</a> di un sito e quali i migliori del 2023? Risposta immediata: <strong>user experience</strong>, <strong>content creator</strong> e <strong>local Seo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>User Experience&nbsp;per creare relazioni</strong></h2>



<p>La cosiddetta <em>UX</em>, user experience, tecnicamente rappresenta il modo per rendere di facile accesso e navigabilità un sito web con una serie di accorgimenti, anche grafici, e funzioni che affianchino l’utente durante la sua “sosta”. Quest'ultima va resa piacevole e scorrevole, indipendentemente dal dispositivo utilizzato per la navigazione perché un sito realmente responsive deve essere usabile sia da computer, sia da mobile.</p>



<p>Nessuna azione di disturbo proveniente dal sito che possa interrompere l’utente durante tale esperienza, distrarre o rendere farraginosa l’usabilità. L’utente va accompagnato nel suo percorso, dall’”ingresso” al sito di un brand fino all’azione finale che può anche essere la semplice uscita senza conversione ma che deve stimolare un ricordo positivo, rappresentare un momento gratificante, fluido, senza intoppi, immersivo e di cui è stato protagonista.</p>



<p>Una <em>UX</em> uman centric è indispensabile, non solo per la Seo, ma per creare relazioni, soprattutto durature, ed è altrettanto indispensabile che sia aggiornata, al passo coi tempi, con i cambiamenti, le evoluzioni del mercato del brand di riferimento e della Rete nel suo complesso. Non è mai fine a sé stessa e le relazioni che crea vanno intese come dualistiche, ovvero un rapporto “a tu per tu” tra utente e sito per creare e, nel tempo cementare, una relazione di fiducia.</p>



<p>L’accesso volontariamente ripetuto ad un sito con una buona UX è come un ritorno a casa per l’utente: deve essere famigliare e semplice.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il web è il regno dei contenuti di valore</strong></h2>



<p>Il web, ormai è chiaro a molti, è in cerca di contenuti di valore che non siano una mera esposizione di articoli o servizi in vendita, ma che raccontino una storia che l’utente possa far propria e di cui sentirsi partecipe, da condividere. L'urlato "vota Antonio" non funziona più.</p>



<p>Il<a href="https://www.mysocialweb.it/copywriting-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> copywriting, le sue tecniche</a>, e qualsiasi altro contenuto, immagini, video, grafica, deve far riferimento all’utente, alla persona, dandole la sensazione di essere unica, di godere di un rapporto esclusivo con il brand, diretto, sincero, coerente. L’attività di <a href="https://www.monicagenovese.com/scrivere-per-il-web-ecco-come-fare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">creazione dei contenuti </a>è tra gli aspetti più importanti e decisivi del marketing e della comunicazione digitale ed è anche una delle più difficili da realizzare.</p>



<p>Le parole hanno un peso - è vero - ma si tratta di un peso che può essere fluente, adattandosi in maniera sartoriale al pubblico a cui ci si rivolge.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono le 7 principali motivazioni per elaborare un contenuto?</h3>



<ol type="1"><li>creare un legame con il brand</li><li>emozionare, coinvolgere</li><li>formare una community con cui interagire</li><li>attrarre il target di riferimento</li><li>suggerire/rispondere ad un bisogno</li><li>risolvere un problema</li><li>spingere ad una call to action  <strong> </strong> </li></ol>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quale Seo è la migliore? Quella a due passi da casa</strong></h2>



<p>Il 2023 per la Rete sarà l’anno in cui curare più del solito gli aspetti locali della propria attività, ovvero la vicinanza territoriale tra utenti e brand, quindi risulta fondamentale ottimizzare alcuni aspetti della propria presenza in Rete come la corretta e completa compilazione della pagina <a href="https://www.google.com/intl/it_it/business/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Google My Business</a>. Il suo valore è spesso sottovalutato, ma è un ottimo modo per farsi rintracciare dalle persone, soprattutto in tempo reale.</p>



<p><strong>Seo locale</strong> vuol dire rispondere con immediatezza a dubbi, quesiti, esigenze, di utenti e clienti già acquisiti. Un modo per esserci, per vivere un territorio ed essere identificati come parte di questo dalle persone del posto.</p>



<p>In conclusione, un sito web che “piaccia” a Google, re dei motori di ricerca (almeno in Italia), deve offrire una buona esperienza di navigazione, facilmente fruibile, intuitiva, a prova di neofito della Rete, contenuti di valore, aggiornati, freschi, informativi, attrattivi, per l’utenza che vuole essere protagonista delle proprie ricerche, della propria serp. È necessario mettere in contatto immediato il brand di prossimità e gli utenti geolocalizzati nella medesima zona.</p>
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		<title>Lo smartworking piace alle aziende e ai lavoratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 10:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro agile]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro da remoto]]></category>
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		<category><![CDATA[smartworking]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante l'emergenza Covid-19 la modalità smartworking si è diffusa a macchia d'olio e oggi sembra ancora piacere molto sia alle aziende, sia ai lavoratori, ma è davvero così?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo smartworking fa bene alle aziende e ai lavoratori. A sostenerlo è la <a href="https://meglioquesto.it/smart-working-2021/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca</a> di MeglioQuesto e Tecnè realizzata per fotografare l’Italia imprenditoriale nel periodo della pandemia ancora in corso. Il cosiddetto <a href="https://lavitaagile.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro agile</a> è una modalità che in Europa e, in particolare in Italia, è approdata in ritardo rispetto ad altri Paesi e che il virus Sars-CoV2 ha “imposto” pur essendo regolato già da alcuni anni dalla <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/13/17G00096/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 81/2017</a> che “nel garantire parità di trattamento economico e normativo tra lavoratori agili e ordinari, indica nel lavoro agile uno strumento di incremento della produttività e di conciliazione vita lavoro”.</p>



<p>Nel 2019, quindi subito prima della diffusione della pandemia, <a href="https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Dati_analisi_bilanci/Attivita_ricerca/Studi_e_analisi/Rapporto_Smart_Working_Inps2020_n2-2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> ha stimato che la percentuale di lavoratori da remoto in Italia corrispondeva al 3,6%, concentrati soprattutto in aziende di grandi dimensioni, contro la media del 6% negli Stati dell’area euro o del 14% di Paesi Bassi e Finlandia.</p>



<p>Tra il 2020 e il 2021 le aziende, private e pubbliche, sono state costrette a riorganizzare la distribuzione del lavoro consentendo ai collaboratori di lavorare in “home office”, ovvero dalle proprie abitazioni raggiungendo obiettivi professionali fuori dalle mura degli uffici.</p>



<p>Questo ha avuto come diretta conseguenza maggiore necessità di internet e di connettività veloce, stabile e affidabile, aspetto che ha contribuito notevolmente allo smartworking consentendo alle persone di lavorare in qualsiasi luogo. Secondo la commissione per i diritti e i doveri relativi ad internet, l’accesso alla Rete è un <a href="https://www.camera.it/application/xmanager/projects/leg17/commissione_internet/dichiarazione_dei_diritti_internet_pubblicata.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diritto fondamentale</a> della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prorogare e semplificare il lavoro agile</h2>



<p>Ad emergenza epidemiologica superata lo smartworking non è andato in soffitta ma molte aziende lo hanno prorogato, così come ha fatto il Ministero del lavoro e delle politiche sociali che lo scorso anno ha annunciato il rinnovo per le pubbliche amministrazioni. In realtà non si tratta solo di un rinnovo bensì di una procedura amministrativa semplificata per l’attivazione di prestazioni di lavoro agile. Tale semplificazione sottolinea quanto questo approccio abbia riscosso, e riscuota, successo anche slegato dall’urgenza.</p>



<p>Flessibilità di orari, risparmio economico per ridotto uso di mezzi pubblici e auto personali per raggiungere le sedi aziendali, riduzione d’inquinamento atmosferico, di traffico, di tempo, sono alcuni vantaggi a favore dei lavoratori in smartworking ma valgono anche per le aziende che vedono la produttività incrementata. Non vige più la “regola” comportamentale del controllo gerarchico da parte del datore di lavoro, sostituita da un orientamento più orizzontale e basato sulla verifica del raggiungimento degli obiettivi non sulle ore trascorse alla scrivania aziendale.</p>



<p>Nonostante gli smartworker siano diminuiti rispetto ad inizio pandemia visto il rientro in sede di alcuni lavoratori, la formula del lavoro agile si conferma nell’89% delle grandi aziende e nel 62% della pubblica amministrazione.</p>



<p>Le stime di <a href="https://www.osservatori.net/it/ricerche/comunicati-stampa/smart-working-italia-numeri-trend#:~:text=Lo%20Smart%20Working%20nel%202021,1%2C44%20milioni%20nella%20PA." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatori.net</a> rivelano che saranno 4,8 milioni i lavoratori agili ibridi dopo il coronavirus, impiegati sia a casa sia in ufficio dove il graduale rientro, a seguito della campagna vaccinale, non comporta una rinuncia al lavoro agile.&nbsp;</p>



<p>Per più di un terzo dei lavoratori è migliorato il worklife balance, il rapporto vita famigliare-professione, la produttività e l’efficienza ma il 28% lamenta una sofferenza da tecnostress e il 17% da overworking. Tali ultime caratteristiche si traducono in eccesso d’uso di tecnologia e incapacità di separare il tempo dedicato al lavoro da quello desinato alla vita privata restando connessi a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno. In pratica, impossibilità di staccare la spinta nonostante si parli molto di diritto alla disconnessione. Ragion per cui le aziende, anche di piccole dimensioni, stanno valutando l’adozione di buone pratiche condivise con i lavoratori al fine di tutelare il lavoro da remoto senza ricadute negative sulla sfera personale, garantendo così efficienza e salute dei collaboratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Smartworking come filosofia manageriale</h2>



<p>Lo smartworking è una filosofia manageriale, non solo un modo per affrontare una temporanea esigenza. È un nuovo approccio al lavoro che restituisce alle persone autonomia in termini di orari, scelta di spazio in cui lavorare e di strumenti da usare. Inoltre, responsabilizza e motiva i collaboratori in merito al raggiungimento dei risultati. Dal lato aziendale, consente di abbattere costi di gestione lavorativa, affitti di spazi, utenze, manutenzioni varie.</p>



<p>L’<a href="https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/valutazione-delle-politiche-pubbliche/tutti/dettaglio/Indagine-Confindustria-sul-lavoro-2019" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine di Confindustria</a> sul lavoro calcola che, in media, un’azienda su dieci abbia proposto lavoro agile ai propri dipendenti e un altro 10%, pur non avendolo introdotto e non avendo necessità di farlo, sta valutando questa opzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contatti umani e lavoro da remoto</h2>



<p>I risultati della ricerca dell’osservatorio smart working del <a href="https://www.osservatori.net/it/ricerche/comunicati-stampa/smart-working-italia-numeri-trend" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Politecnico di Milano</a> evidenziano un’altra conseguenza di tale disposizione lavorativa: mancanza di contatto umano. Con il lavoro agile, specie se non previsto in modalità ibrida, ovvero in parte in ufficio e in parte a casa, vengono meno le interazioni sociali tra colleghi, gli scambi di opinioni, le partecipazioni dirette e informali, i momenti di pausa in cui si possono creare rapporti interpersonali che migliorino l’ambiente professionale.</p>



<p>Ciò implica l’impellenza di strutturare un nuovo metodo comunicativo e relazionale. Il rapporto sullo smart working della <a href="https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Dati_analisi_bilanci/Attivita_ricerca/Studi_e_analisi/Rapporto_Smart_Working_Inps2020_n2-2021.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direzione centrale studi e ricerche</a> dell’Inps affronta anche questo tema denotando che per oltre il 59% dei lavoratori lo sw non mina rapporti già consolidati ma rende più complicata la collaborazione tra colleghi, soprattutto in termini di sviluppo professionale.</p>



<p>Per rispondere adeguatamente alle criticità del lavoro smart, la filiera imprenditoriale, soprattutto le Pmi, deve ridefinire la propria programmazione interna con uno sforzo di coordinamento e gestione che, a lungo termine, potrà apportare benefici economici e di vivibilità.</p>



<p>L’<a href="https://www.aidp.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aidp</a> (associazione italiana per la direzione del personale) ritiene che il 90% delle aziende sia disposto ad abbracciare lo smartworking come modalità definitiva di lavoro e quasi il 58% dei nuovi assunti o dei dipendenti prossimi al rientro in sede condiziona il proprio impegno alla possibilità di optare per il lavoro agile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Donne penalizzate nel rientro in ufficio</h2>



<p>Secondo lo <a href="https://www.som.polimi.it/tag/smart-working/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio universitario</a> del politecnico milanese le donne sembrano penalizzate più dei colleghi uomini al rientro in ufficio. Questo perché più inclini ad usufruire di spazi condivisi, uffici, università, biblioteche pubbliche e così via. Tendenza accantonata nelle varie fasi di lockdown in cui il contatto diretto con i colleghi era precluso per contenere la diffusione virale. Le stime del politecnico mostrano che gli uomini, alla riapertura delle aziende e, nel caso specifico dei campus universitari, hanno occupato nuovamente le proprie “vecchie” postazioni, soprattutto in uffici singoli, personali, mentre le donne, collocate in uffici condivisi, hanno dovuto proseguire il lavoro a casa con maggior frequenza, riscontrando difficoltà a tornare alla propria sede di lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aziende virtuose e lavoro agile</h2>



<p>La necessità di lavorare da remoto ha spinto molte persone ad adeguare i propri ambienti famigliari e personali per creare una postazione professionale di cui servirsi ogni giorno, magari tra tinello e corridoio non avendo sempre la possibilità di ampi spazi. Ad aiutare questi “improvvisati designer” è la startup californiana <a href="https://www.bumblebeespaces.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bumblebee Spaces</a> di ingegneristica robotica domestica che costruisce spazi modulari intelligenti a prezzi contenuti per sfruttare al meglio ogni centimetro della casa, specie se piccola, e del cortile, se presente. Un’azienda che ha individuato un nuovo bisogno del mercato e ne ha fatto un business per realizzare “ambienti sartoriali”, cioè su misura degli smartworker.</p>



<p>Un esempio è dato dalla rivisitazione del letto di un monolocale che, quando non si utilizza, viene sollevato letteralmente verso il soffitto da un meccanismo esteticamente gradevole lasciando, così spazio ad una postazione da ufficio. Stessa cosa per una scrivania che può trovarsi nel bel mezzo di una stanza quando si lavora ma che si può riporre nel soffitto lasciando intatti computer, agenda, cancelleria e via dicendo. In pratica, una sorta di mini ufficio che sparisce e compare all’occorrenza.</p>
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		<title>Marketing del vino: micro cantine vitivinicole e comunicazione online</title>
		<link>https://www.monicagenovese.com/eno-marketing-insegnare-alle-piccole-cantine-vitivinicole-a-curare-la-propria-presenza-online/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 13:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[enomarketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing enologico]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere per il web]]></category>
		<category><![CDATA[wine]]></category>
		<category><![CDATA[wine marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Un manuale, pratico, concreto e persino ludico, rivolto alle piccole cantine vinicole che vogliono essere presenti online e gestire la comunicazione in prima persona.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi la Rete fa sempre più parte della vita, personale e professionale, di ogni persona e per le aziende è un mercato in espansione, una sorta di nuova frontiera dove non conta solo esserci ma esser presenti con consapevolezza, originalità, interazione e costanza. È un vero e proprio impegno full time e non tutte le aziende, soprattutto quelle piccole, a conduzione famigliare, sono in grado di stare al passo coi tempi, di comprendere le frequenti evoluzioni del web, le nuove funzioni dei social, le strategie digitali da seguire, curare e implementare per blog e sito web.</p>



<p>“<strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8893056232/ref=cm_sw_r_awdo_QGE9ZD4ZQK6H6909BRCR_0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Manuale di marketing digitale del vino</a></strong>” è il mio libro, scritto a quattro mani con <a href="https://www.luisafassino.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luisa Fassino</a>, e vuole offrire un calice... pardon una mano alle micro cantine vitivinicole del territorio italiano ad entrare nel mondo dei social network, valutando quali scegliere per il proprio lavoro, i propri clienti, in che modo occuparsene, con quale ritmo e partecipazione, che tipo di strategia, tono di voce, in che modo far dialogare social e sito/blog. Il tutto in modalità organica e con strumenti gratuiti perché molto spesso le piccole aziende enologiche non hanno budget da destinare a simili attività, almeno durante i primi approcci al settore.&nbsp;</p>



<p>In questo modo possono comprendere cosa si celi dietro determinate azioni, perché compierle, come, senza rischiare investimenti errati, non funzionali ai propri obiettivi.</p>



<p>Il lettore viene condotto per mano nella Rete dove Luisa ed io mostriamo, in modo semplice, immediato e persino ludico, dove e come fare clic per accedere ad una funzione o modificarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi e casi studio per apprendere dall'esperienza altrui</h2>



<p>Attraverso numerosi esempi concreti si snocciola il tipo di scrittura promozionale per raccontare vino, azienda, famiglia, vigna, vendemmia, a seconda che sia destinata ad un determinato pubblico e letta online oppure su testate giornalistiche cartacee.</p>



<p>Questo libro è come una lezione individuale, personale, rivolta ad ogni singolo cantiniere, patron di azienda agraria, vinicola, che non voglia e non possa più restare lontano dai “riflettori” del mondo digitale e desideri capire come operare prima di tuffarsi nel mare della Rete.</p>



<p>Il manuale è ricco di ulteriori contributi interessanti:</p>



<ul>
<li>prefazione di Giancarlo Gariglio, curatore guida <a href="https://www.slowfood.it/slowine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Slow Wine</a> di Bra (Cn)</li>



<li>intervista a <a href="http://www.raspellimagazine.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Edoardo Raspelli</a>, giornalista enogastronomico</li>



<li>intervista ad Ambra Tiraboschi, imprenditrice della cantina Ca’ Lojera di Peschiera del Garda (Vr)</li>



<li>intervista a Maura Abbruzzo, imprenditrice di <a href="https://cascinasaria.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cascina Sarìa</a> di Neive (Cn)</li>



<li>intervista a Roberta e Loris Caretto dell’azienda agricola Caretto di S. Giorgio Canavese (To) &nbsp;</li>



<li>intervento di Pier Ottavio Daniele, enologo esperto in comunicazione vinicola, autore de “Il Baccanale: Guida alle feste del vino in Italia”&nbsp;</li>



<li>intervento di Gianni Giardina, enologo e ambasciatore della viticoltura eroica</li>



<li>intervento di Gianfranco Cordero, enotecnico e docente di enologia e degustazione</li>



<li>intervento di <a href="http://linkedin.com/in/ludovica-fiorino-478b4780" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ludovica Fiorino</a>, psicologa torinese esperta di mindful drinking</li>
</ul>



<p>Il libro è disponibile in formato kindle e cartaceo: <a href="https://amzn.to/3PEvkSF" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://amzn.to/3PEvkSF</a></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Blocco dello scrittore? Succede anche a blogger e copy</title>
		<link>https://www.monicagenovese.com/blocco-dello-scrittore-schermo-bianco-non-vale-solo-per-scrittori-ma-anche-per-blogger-e-copy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Feb 2022 11:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[Come superare il blocco dello scrittore? Che tu sia un autore di libri, un blogger, un copywriter, puoi incappare nel blocco dello scrittore. Ti fornisco alcuni suggerimenti per superare questo momento di "crisi di creatività".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Foglio bianco e penna immobile?</p>



<p>Soffri del blocco dello scrittore? A molti autori, ma non solo, anche a blogger, pubblicitari e copy, deve essere capitato, almeno una volta durante il proprio lavoro, di ritrovarsi a corto di idee, di creatività e di originalità. A tal punto lo sconforto può sostituire le parole, ma ci sono piccoli “trucchetti” da escogitare per sostenere il proprio ingegno fantasioso, la propria ispirazione. Questo vale anche se, al posto del foglio, si è davanti ad uno schermo digitale.</p>



<p>Vediamo insieme cosa fare quando devi redigere un testo per il tuo cliente, un’intervista per il tuo blog e sei fermo con le mani sulla tastiera!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Consigli utili per superare il blocco dello scrittore</strong></h2>



<p>Ti fornisco alcuni suggerimenti basati sulla mia esperienza giornalistica e di copywriter:</p>



<ul><li>intervista il tuo cliente;</li><li>chi, come, quando, dove, perché e... come, rivolgi domande precise e lascia parlare il tuo cliente;</li><li>conosci il target di lettori a cui ti rivolgi. In caso tu scriva per un cliente, impara a conoscere il suo target di riferimento. Devi sapere chi sia, dove si trovi, quali abitudini abbia, cosa cerchi in Rete, etc.;</li><li>cerca informazioni sul tema di cui scrivere per comprendere quali siano gli argomenti più virali e di valore. Valuta anche le azioni della concorrenza;</li><li>osserva i contenuti di cui sei in possesso da punti di vista differenti per scrivere ciclicamente in modo differente. Il medesimo tema può essere sviluppato abbracciando più aspetti;</li><li>ogni volta che hai un’idea, anche se sei sul bus o in aereo, prendi appunti per non dimenticare o tralasciare spunti validi;</li><li>parlane con i tuoi amici, collaboratori, colleghi di cui ti fidi. Il confronto può essere stimolante;</li><li>parla a voce alta del tuo lavoro, può servire a riordinare le idee e a trovarne altre;</li><li>crea un piano editoriale ordinato;</li><li>parti da un argomento centrale e poi svisceralo in vari punti. Prendi un foglio, scrivi il tuo tema al centro e poi, come dei raggi che partono dal sole, riporta su ognuno temi trasversali.</li></ul>



<p>Se il blocco persiste può aiutarti distrarti un po’, fare esercizio fisico, cambiare postazione abituale, leggere, meditare, insomma, trovare il tuo personale metodo per ricaricare le batterie!</p>
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		<item>
		<title>ToFu, MoFu, BoFu, gli acronimi per il tuo business</title>
		<link>https://www.monicagenovese.com/tofu-mofu-bofu-gli-acronimi-per-il-tuo-business/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa rappresentano questi acronimi, Tofu, Mofu, Bofu? ToFu, top of funnel (parte alta del funnel).
MoFu, middle of funnel (parte media del funnel).
BoFu, bottom of funnel (parte bassa del funnel).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>ToFu, MoFu, BoFu... sembra uno scioglilingua, non credi? Si tratta di tre acronimi che possono fare la differenza per il tuo business. Fanno riferimento a tre distinte fasi del funnel <a href="https://www.monicagenovese.com/wp-admin/post.php?post=3267&amp;action=edit">di cui puoi leggere qui maggiori info</a> e che, in sintesi, sono:</p>



<ul><li>ToFu, top of funnel (parte alta del funnel)</li><li>MoFu, middle of funnel (parte media del funnel)</li><li>BoFu, bottom of funnel (parte bassa del funnel)</li></ul>



<p>È necessario imparare a conoscere, non solo il tuo pubblico, ma anche in quali fasi del percorso del funnel si trovi, così da sapere la tipologia di azioni da compiere per raggiungere il tuo obiettivo e trasformare lead, potenziali clienti, in clienti effettivi da fidelizzare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato delle fasi del funnel</h2>



<p>Il <strong>Tofu</strong> occupa lo spazio più ampio del funnel, graficamente raffigurato come un imbuto, che ospita il maggior numero di persone raggiunte e che non conoscono il tuo brand.</p>



<p>In tale fase, di solito, le aziende offrono contenuti (grafici, copy, video) informativi, educativi e di valore alla community, non ancora intenzionata all’acquisto, in modo da fornire un servizio di “orientamento”. Il tipo di comunicazione messo in atto è, quindi più soft. Niente “vota Antonio”, per intenderci che, in ogni caso, oggi non fa più presa.</p>



<p>Il <strong>MoFu</strong> è il posizionamento dell’azienda, il migliore possibile per quel brand e i suoi servizi/prodotti. In questo momento del percorso, gli utenti sono alla ricerca di qualcosa di specifico e l’azienda deve poter mostrare di essere la scelta più in linea alla suddetta ricerca, pertanto va consolidata la relazione con la community. Va nutrita.</p>



<p>Il <strong>BoFu</strong> è l’ultima fase che interessa la vendita, quella di chiusura. Qui, si tira in barca il pesce!</p>



<p>E sempre qui, e da qui in poi, il cliente va fidelizzato.</p>



<p>In breve, dalla parte alta dell’imbuto devono entrare estranei e gli stessi, diventati clienti, devono uscire dalla parte bassa del medesimo imbuto, dopo aver risposto alla tua call to action. Insomma, una bella shakerata per il successo del proprio business.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>The Marketing Funnel, l’imbuto per comunicare, vendere, fidelizzare clientela!</title>
		<link>https://www.monicagenovese.com/the-marketing-funnel-limbuto-per-comunicare-vendere-fidelizzare-clientela/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos'è il funnel marketing e come usarlo per migliorare i tuoi rapporti con la potenziale clientela trasformandola in clientela effettiva?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se parlo di imbuto a cosa pensi? Alla cucina della mamma?</p>



<p>Beh, in fondo non è del tutto sbagliato perché l’imbuto e il funnel marketing (imbuto di acquisto) hanno in comune più ingredienti. Primo fra tutti: la costanza. È, infatti con la costanza che si perfeziona una ricetta, che sia culinaria o di strategia comunicativa e di marketing.</p>



<p>Bene, vediamo da vicino il funnel. Cos’è e come possiamo usarlo al fine di comprendere il modo per trasformare il pubblico del nostro mercato di riferimento in clienti?</p>



<p>Il funnel è un modello teorico semplice quanto efficace per la tua strategia di successo, ovvero per costruire una solida rete di vendite comunicando in modo corretto e mettendo in atto meccanismi a supporto delle tue intenzioni. È suddiviso in fasi e graficamente è realizzato proprio come un imbuto all’interno del quale vengono incluse quelle persone che non ti conosco e non conoscono i tuoi prodotti/servizi e, nella parte più stretta dell’imbuto, le persone a cui, invece è noto il tuo brand che, in media, sono in numero inferiore rispetto alle prime. Come detto, il funnel è basato su varie fasi, una serie di tappe attraverso le quali spingere un contatto estraneo a diventare un cliente. In questo percorso dalla parte alta dell’imbuto all’uscita, devi dirigere gli utenti per compiere l’azione desiderata, l’acquisto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le fasi del funnel: dalla conoscenza all’acquisto</strong></h2>



<p>Il funnel abbraccia (dall’ingresso all’uscita) la fase della <strong>conoscenza</strong> (awareness) che significa far conoscere il proprio brand, azienda e prodotti, al mercato. &nbsp;&nbsp;</p>



<p>A seguire fa capolino la fase dell’<strong>interesse</strong>. Nel mare della Rete ci sono molte aziende, prodotti, servizi, simili, equivalenti, pertanto è necessario distinguersi dalla massa e far sì che gli utenti mostrino interesse verso il proprio brand e lo scelgano rispetto agli altri. Tale interesse va suscitato e coltivato. Ci sono numerosi mezzi per farlo, newsletter, contatti via mail, via whatsapp, via social, etc.</p>



<p>Fase della <strong>considerazione</strong>. Trattasi di un momento delicato perché il potenziale cliente valuta se effettuare l’acquisto o meno. In tale fase è importante proporre opzioni all’utente così da non lasciarselo scappare (offerte speciali, contenuti di valore, prova gratuita, sconti per futuri acquisti, etc.).</p>



<p><strong>Intenzione</strong> all’acquisto. Il lead (potenziale cliente) ha intenzione reale e concreta di comprare, ma è ancora dubbioso se farlo tramite la tua azienda o terzi. Va persuaso all’azione finale.</p>



<p><strong>Valutazione</strong> o confronto. Anche in questa fase, il potenziale cliente confronta il prodotto/servizio che desidera comprare con eventuali altri, perciò serve un quid in più per giungere all’<strong>acquisto</strong>. Quest’ultimo è la fase finale del funnel, ma non la fine vera e propria perché, da qui in poi il cliente va fidelizzato con azioni mirate, gratificanti e costanti, sia per evitare che usufruisca del diritto di recesso, sia per invogliare futuri acquisti.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Pillar Page e articoli evergreen per il tuo blog</title>
		<link>https://www.monicagenovese.com/pillar-page-e-articoli-evergreen-per-il-tuo-blog/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 13:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos'è la pillar page? Come scriverla e perché? Ecco alcuni consigli utili per rendere più virale il tuo blog! Segui le indicazioni per favorire la lettura da parte dei tuoi lettori e per essere Google Addicted.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.luisafassino.com/blog-istruzioni-per-luso-scrivere-e-ottimizzare/" target="_blank" rel="noopener">Scrivere per il web</a>, per il tuo blog, può sembrare semplice, ma quando si ha a che fare con la Rete, con Google, bisogna valutare alcuni aspetti importanti in modo che la nostra scrittura non venga letta solo da amici e parenti. Se desideriamo <a href="https://www.monicagenovese.com/blog-come-scrivere-un-articolo-che-piaccia-a-google/">scrivere in maniera efficace e virale</a>, allora dobbiamo studiare la struttura di un articolo e la struttura del suo contenitore, in questo caso il blog.</p>



<p>Cosa comprendere in tale contenitore?</p>



<p>Cosa non deve mancare? Due importanti aspetti da considerare (ma non sono, certo gli unici) sono la <strong>pillar page</strong> e gli <strong>articoli evergreen</strong>.</p>



<p>La <strong>pillar page</strong>, la pagina pilastro, è un articolo dai contenuti verticali, cioè un testo su uno specifico argomento trattato in modo generico, ampio, senza scendere nei dettagli affrontando una traccia orizzontale. Meglio ancora se la pillar page sia evergreen così da prendere due piccioni con una fava. Una pillar page può stimolare la lettura da parte di diversi utenti proprio per il tema di interesse generale con informazioni corrette, ben esposte, riassuntive e sommarie, ma sempre complete. Non va scritta in modo trascurato. I lettori devono essere appagati da quanto leggono. È per loro che si scrive, no? Più il testo è curato e preciso, maggiore è l’autorevolezza che ne ricevi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pochi consigli per la struttura della tua <a href="https://www.monicagenovese.com/blog-come-scrivere-un-articolo-che-piaccia-a-google/">pillar page</a>!</h2>



<p>In breve:</p>



<ul><li>scegli un tema sempre valido e offri una sua valida panoramica educativa, informativa e formativa;</li><li>per fare tale scelta, effettua una ricerca in Rete, valuta ciò di cui scrivono i tuoi competitors e l’attualità dell’argomento che potrebbe dover essere aggiornato in un secondo momento (evergreen non vuol dire scrivere oggi per non rivalutare mai l’articolo);</li><li>utilizza keyword e backlink ottimizzati in ottica SEO che rimandino ad ulteriori articoli di approfondimento, meglio se sempre sul tuo blog, in modo da non perdere i tuoi utenti;</li><li>la pagina deve essere trovata facilmente;</li><li>usa un piccolo sommario all’interno dell’articolo, se lungo, così da indirizzare la lettura e renderla più agevole.</li></ul>



<p>Diciamo che, in un certo senso i contenuti di un articolo sono paragonabili ad una succulenta pietanza culinaria, ma senza un’adeguata cottura, ovvero una buona indicizzazione SEO, nessuna la gusterà.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>GDPR cos&#039;è e come adeguarsi alla nuova normativa sulla privacy</title>
		<link>https://www.monicagenovese.com/gdpr-cose-e-come-adeguarsi-alla-nuova-normativa-sulla-privacy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 14:01:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[GDPR, ovvero General Data Protection Regulation, come adeguarsi alla nuova normativa, perché e quando farlo. Non trascurare questo aspetto del tuo lavoro perché potresti incappare in spiacevoli situazioni legali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se lavori in ambito digital marketing, allora sai di dover gestire anche questo aspetto della tua professione e tutto ciò che riguarda la protezione dei dati personali rappresenta un tema delicato, da trattare con attenzione onde evitare, non solo di minare la privacy altrui, ma di incappare in eventuali sanzioni.</p>



<p>Ecco cosa devi sapere sul GDPR, General Data Protection Regulation, cosa puoi fare per essere in regola. Ti invito a leggere l'articolo di Luisa Fassino, pubblicato sul suo sito: <a href="https://www.luisafassino.com/gdpr-cosa-cambia-e-come-adeguarsi/?fbclid=IwAR0LRvbZHgsg5tIh3PnOrc5dre6vfQ7thOuo6vK_gzzu4wQxGjCjzainCWY" target="_blank" rel="noopener">qui</a>! Buona lettura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sai che anche le foto vanno ottimizzate online?</title>
		<link>https://www.monicagenovese.com/sai-che-anche-le-foto-vanno-ottimizzate-on-line/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Monica Genovese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2021 07:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[Come selezionare e proporre le immagini per indicizzarle al meglio. Google ama che le tue foto siano, non solo tematiche, ma descritte nella caption in modo da poterle classificare, associare ad un tema e indicizzarle bene. Sai come fare?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le immagini devono essere ottimizzate in modo da "piacere" alla Rete, non solo dal punto di vista estetico, ma tecnico, ovvero dimensioni, foto, nome... Non basta mandare un'immagine nell'etere e aspettare che la sua visibilità faccia il resto. Anche perché la visibilità non fa mai il resto, non da sola, non senza "sostegno" alle spalle. Ti invito alla lettura di questo articolo interessante e scritto per essere compreso facilmente da tutti, soprattutto rivolto ai non addetti ai lavori, ai neofiti che si affacciano al mondo del blogging, etc.  Allora, buona lettura <a href="https://www.luisafassino.com/come-ottimizzare-le-immagini-per-il-web/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>!</p>
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