Meta, la nuova realtà virtuale di Facebook

Novembre 2, 2021

Nasce Metaverse, nuova versione di Facebook Inc a cui Mark e company cambiano denominazione sociale per offrire maggior valore, anche dal punto di vista formale, all’innovazione tecnologica, core business dell’azienda che... veste in blu il suo social!

Dubbi, incertezze, ansie per il futuro? Comprensibili, soprattutto considerato che del progetto Meta si sa ancora poco, per ora e che l’incognito a volte intimorisce.

Meta deriva da Metaverso in riferimento ad una terminologia letteraria coniata nel 1992 dall’autore di Snow Crash, Neal Stephenson la cui opera, a mio avviso, potrebbe essere oggetto di nuove letture da parte di curiosi o appassionati dell’evoluzione tecnologica legata alla comunicazione digitale. Lo scrittore, tra l’altro, ha già dichiarato di non essere coinvolto nel progetto di Zuckerberg.

In sintesi, stando alle informazioni fino ad oggi in nostro possesso, Meta svilupperà tecnologia - in parte già operativa - per supportare la realtà virtuale aumentata e consentirci di trovarci in più luoghi contemporaneamente grazie al nostro avatar, ovvero il nostro altro io olografico.

La realtà virtuale aumentata ti spaventa?

Spaventoso? Prevedi già una vita dispotica? Il futuro ti appare post bellico? Non è un film di fantascienza, non parliamo di Matrix o di Star Trek anche se, molto spesso, fantasia cinematografica e letteraria superano la realtà o l’anticipano. Ricordo le opere di fine ottocento di Giulio Verne e le sue “previsioni” sui sottomarini narrate in “Ventimila leghe sotto i mari”. In ogni caso, ci vorrà ancora qualche anno prima che il tuo ologramma se ne vada a zonzo per il mondo (virtuale) e prima che i visori per questo tipo di tecnologia siano pronti e disponibili per il grande pubblico. In questo modo, poco alla volta, ci abitueremo alla novità e, come per internet, Meta ci risulterà parte integrante della quotidianità.

Personalmente, credo che la tecnologia debba essere umano centrica, facilitare la vita, professionale e personale, alle persone, soprattutto a chi sia in condizioni fisiche o cognitive tali da non potersi muovere, lavorare o comunicare liberamente. La tecnologia è, e deve continuare ad essere, un mezzo. Sta a noi deciderne l’utilizzo.

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